Unione Culturale Filatelica e Numismatica "Anxanum"

5 aprile 2003

Emissione di un francobollo della serie turistica dedicato al Ponte di Diocleziano

Gaio Aurelio Valerio  Diocleziano

Gaio Aurelio Valerio DIOCLEZIANO, imperatore romano dal 284 al 305 d.C., era nato a Spalato, in Dalmazia, proprio di fronte alle coste della Frentania, nel 243 circa, e lì morì nel 313. Proprio nel periodo in cui fu imperatore, si riuscì a risolvere il grande problema viario della cosiddetta Via Traiana (che congiungeva Torino con Bologna, con Ancona e con Ortona; e poi, riprendendo da Vasto, con Foggia, con bari e con Brindisi). Tra Ortona e Vasto, il collegamento stradale era molto difficile, quasi impossibile per l'esistenza di profondi valloni traversali tra la Maiella ed il mare: erano le valli del Moro, del Feltrino e del Sangro. La valle della Pietrosa, proprio dentro Lanciano, ossia dentro la città romana di Anxanum, costituiva uno sbarramento vero e proprio, data l'altezza delle ripe. Ci voleva proprio un ponte maestoso. E quello che si fece era davvero tale e meritava di essere intestato a Diocleziano. Con quel ponte, il traffico dal nord che arrivava ad Ortona doveva deviare all'interno, verso Frisa e Lanciano, attraversare il Ponte di Diocleziano, e continuare poi agevolmente verso la Puglia.

Ora, su quel manufatto maestoso, si erge la Basilica Cattedrale della Madonna del Ponte. Infatti, nei primi tempi del 1900, l'ing. Filippo Sargiacomo, progettò l'ampliamento della città, facendo riempire in parte la Pietrosa e creando, fuori la cerchia delle mura medievali, il nuovo Corso Trento e Trieste, quasi parallelo al Ponte Diocleziano, che esiste ancora e regge agevolmente la grande struttura della Cattedrale di Lanciano. Durante quei lavori di scavo e riempimento, uscì fuori una bella testa marmorea giovanile, con qualche sfregio sul volto, dell'imperatore Diocleziano. Qualcuno la nascose sotto il mantello e la rivendette subito, forse per pochi soldi, a qualche amante di cose antiche, il quale, a sua volta, ci fece un buon affare, rivendendola ad un antiquario romano. Per fortuna andò a finire, poi, nelle mani di Federico Zeri, il grande critico d'arte, il quale ne fece dono, com'era giusto, alla Sovrintendenza Archeologica di Chieti.

Diocleziano riteneva che il cristianesimo fosse pericoloso per lo Stato e, perciò, lo combattè aspramente, specie in Oriente. Inoltre, instaurò l'assolutismo imperiale, sciolto da ogni controllo da parte del senato. Proclamò anche la Divinità del Sovrano. Fra tutte queste negatività, bisogna dire che fece una riforma finanziaria basata sul catasto, rivalutò la moneta e stabilizzò il costo della vita. Si impegnò a fare belle le città di Treviri, di Milano, di Nicomedia, di Roma, di Antiochia, di Cartagine, di Sirmio, di Tessalonica, di Spalato...ed anche un po' di Lanciano, con il grande ponte, che svolge le funzioni di Auditorium, di sede di mostre importanti, di interessante percorso ipogeo per la capitalizzata chiesa di Santa Maria in Platea e per le chiese di San Longino - San Legonziano e di San Francesco, sede attuale del primo e più importante Miracolo Eucaristico della Cristianità.

Domenico Policella

per gentile concessione della  Unione Culturale Filatelica e Numismatica "Anxanum"

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