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Gaio Aurelio
Valerio DIOCLEZIANO, imperatore romano dal 284 al 305 d.C., era nato
a Spalato, in Dalmazia, proprio di fronte alle coste della Frentania,
nel 243 circa, e lì morì nel 313. Proprio nel periodo in cui fu
imperatore, si riuscì a risolvere il grande problema viario della
cosiddetta Via Traiana (che congiungeva Torino con Bologna, con Ancona e
con Ortona; e poi, riprendendo da Vasto, con Foggia, con bari e con
Brindisi). Tra Ortona e Vasto, il collegamento stradale era molto
difficile, quasi impossibile per l'esistenza di profondi valloni
traversali tra la Maiella ed il mare: erano le valli del Moro, del
Feltrino e del Sangro. La valle della Pietrosa, proprio dentro Lanciano,
ossia dentro la città romana di Anxanum, costituiva uno sbarramento
vero e proprio, data l'altezza delle ripe. Ci voleva proprio un ponte
maestoso. E quello che si fece era davvero tale e meritava di essere
intestato a Diocleziano. Con quel ponte, il traffico dal nord che
arrivava ad Ortona doveva deviare all'interno, verso Frisa e Lanciano,
attraversare il Ponte di Diocleziano, e continuare poi agevolmente verso
la Puglia.
Ora, su quel manufatto maestoso, si erge la
Basilica Cattedrale della Madonna del Ponte. Infatti, nei primi tempi
del 1900, l'ing. Filippo Sargiacomo, progettò l'ampliamento della città,
facendo riempire in parte la Pietrosa e creando, fuori la cerchia delle
mura medievali, il nuovo Corso Trento e Trieste, quasi parallelo al
Ponte Diocleziano, che esiste ancora e regge agevolmente la grande
struttura della Cattedrale di Lanciano. Durante quei lavori di scavo e
riempimento, uscì fuori una bella testa marmorea giovanile, con qualche
sfregio sul volto, dell'imperatore Diocleziano. Qualcuno la nascose
sotto il mantello e la rivendette subito, forse per pochi soldi, a
qualche amante di cose antiche, il quale, a sua volta, ci fece un buon
affare, rivendendola ad un antiquario romano. Per fortuna andò a
finire, poi, nelle mani di Federico Zeri, il grande critico d'arte, il
quale ne fece dono, com'era giusto, alla Sovrintendenza Archeologica di
Chieti.
Diocleziano riteneva che il cristianesimo
fosse pericoloso per lo Stato e, perciò, lo combattè aspramente,
specie in Oriente. Inoltre, instaurò l'assolutismo imperiale, sciolto
da ogni controllo da parte del senato. Proclamò anche la Divinità del
Sovrano. Fra tutte queste negatività, bisogna dire che fece una riforma
finanziaria basata sul catasto, rivalutò la moneta e stabilizzò il
costo della vita. Si impegnò a fare belle le città di Treviri, di
Milano, di Nicomedia, di Roma, di Antiochia, di Cartagine, di Sirmio, di
Tessalonica, di Spalato...ed anche un po' di Lanciano, con il grande
ponte, che svolge le funzioni di Auditorium, di sede di mostre
importanti, di interessante percorso ipogeo per la capitalizzata chiesa
di Santa Maria in Platea e per le chiese di San Longino - San Legonziano
e di San Francesco, sede attuale del primo e più importante Miracolo
Eucaristico della Cristianità.
Domenico Policella
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