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La neve a la muntagne

j' à messe lu cappelle

sù, jame pecurelle,

ecche chiù n' si pò sta.

 

da "La partenza de li pecurale" di G. Sigismondi 

Abbiamo provato a fare il formaggio con del buon latte di pecora.......

Il latte può essere considerato come una emulsione di sostanza grassa in un siero contenente lattosio, sostanze proteiche (caseina, albumina e globulina), sali ecc.

Nel nostro caso sfrutteremo le proprietà di due delle sostanze proteiche: la caseina (insolubile in acqua ma che precipita, in forma di coagulo, sotto l'azione del caglio ed una temperatura di 36° circa) per i formaggio e l'albumina (insensibile al caglio ma che coagula per azione della temperatura a 70° circa ) per la ricotta.

Il latte appena munto viene versato in un contenitore (nel nostro caso di terracotta), messo sul fuoco e, tenendo il liquido in continua agitazione, lo si scalda sino a raggiungere una temperatura di circa 36°
raggiunta la temperatura prevista, si aggiunge il caglio (sostanza utile a coagulare il latte, ottenuto prevalentevente  dalla mucosa intestinale dei mammiferi lattanti), si spegne il fuoco e si lascia riposare (30 minuti circa) in modo che il caglio agisca con la sua azione coagulante 

la massa coagulata così ottenuta viene frantumata per consentire l'eliminazione del siero che racchiude

Da sottolineare che il frazionamento del coagulo ha importanza anche per il tipo di formaggio che si desidera ottenere. Infatti per un formaggio da stagionare é importante che dal frazionamento si ottengano dei granuli caseosi mentre per quello da consumare fresco é sufficiente ottenere dei blocchetti.

si riaccende il fuoco e con un sapiente lavoro delle mani si raccolgono i blocchetti caseosi ottenuti dalla frantumazione, ammassandoli e pressandoli sino ad ottenere un impasto consistente 

la pasta così ottenuta viene inserita in appositi stampi forati con lo scopo di dare una forma definitiva alla pasta caseosa e di consentire, al liquido sieroso che ancora la circonda, di defluire con facilità. 

Anticamente venivano usate le "fruscelle", piccoli canestri realizzati a mano intrecciando, con pazienza e maestria, dei sottili ramoscelli di giunco. 

Per finire si passa alla salatura.

Si cosparge di sale grosso prima una parte e, dopo circa tre ore, l'altra; si lascia riposare ancora tre ore e dopo un lavaggio, utile ad eliminare eventuali grani di sale, il formaggio fresco é pronto per essere degustato.

La salatura é indispensabile non solo per insaporire la pasta caseosa ma anche per facilitare la fuoriuscita del residuo liquido sieroso ancora contenuto nell'impasto

Nel contenitore, una volta raccolta la parte coagulata, é rimasto il siero ricco ancora di una sostanza, l'albumina.

Si riaccende il fuoco e si riscalda il siero sino quasi all'ebollizione (70° circa). Spento il fuoco si lascia riposare e non appena cominciano ad affiorare dei piccoli grumi fioccosi, questi vengono raccolti con pazienza utilizzando un passino: é la ricotta.

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