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Una
tale Ricciarella, su istigazione di una fattucchiera ebrea,
per riguadagnarsi l'amore di Jacopo Stazio suo marito dal
quale veniva trascurata, avrebbe posto su una tegola rovente
un'ostia consacrata, onde trarne un filtro erotico. Se non che
la particola, sull'istante, si sarebbe convertita in carne e
sangue, restandone una porzione sotto la specie di pane.
Sotterrata nella stessa stalla dove sarebbe avvenuto il fatto,
la sacra particola fu rinvenuta dopo sette anni (1273 o 1270
come scrive il Fella) dal priore del convento di S. Agostino
P. Iacopo Diotallevi da Offida, che la portò nel suo paese
dove tuttora si celebra una funzione commemorativa il 3 maggio
di ogni anno.
(C.
Marciani - Scritti di storia)
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Nel
1583 su iniziativa del padre Provinciale agostiniano di Offida,
Agostino de Merulis, Mons. Bolognini consentì che la presunta stalla
di Iacopo Stazio fosse tramutata in chiesa.
E'
la
piccola chiesetta di Santa Croce, attigua a quella di Sant'Agostino ed
ex cappella gentilizia, che sconsacrata e lasciata all'abbandono per tanto
tempo, é stata recentemente restaurata e destinata ad accogliere un frammento delle reliquie del secondo Miracolo Eucaristico
avvenuto nel XIII secolo a Lanciano e da cui deriva l'appellativo
dispregiativo di "fria
criste" attribuito ai
lancianesi.
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