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La Chiesa di S. Francesco

a pochi passi da Piazza Plebiscito salendo verso Corso Roma

 

la chiesa   -   il Miracolo Eucaristico   -   gli affreschi

"La chiesa di San Francesco cominciò a sorgere, per opera dei Frati Minori, su quella più antica di San Legonziano (in cui era avvenuto il famoso miracolo eucaristico) verso il 1252, come è attestato da una bolla di Innocenzo IV che concedeva 40 giorni di indulgenza ad manus adiutrices. Tale concessione fu confermata da Alessandro IV nel 1256.

Il Moretti (op. cit., 440) scrive "che del periodo medioevale mantiene la facciata e la parte inferiore della torre campanaria"; in particolare la facciata è "ancora uno splendido esempio del più puro stile cistercense" [evidentemente, esclusa la parte superiore rifatta o sopraelevata nel sec. 19'].

La chiesa di S. Legonziano, " entrò in possesso della badia benedettina [di San Giovanni in Venere] già prima del 1195, dopo cioè la cacciata dei basiliani, come vuole la tradizione (...). Si deve allo stato di abbandono in cui l'avevano ridotto i benedettini di San Giovanni in Venere, se questo edificio poté passare sotto la giurisdizione del vescovo teatino (...). Non tardarono i Frati Minori a insediarsi a Lanciano dove, per dono avutone dal vescovo teatino Landolfo Caracciolo con atto del 3 aprile 1252, confermato da Innocenzo IV il 20 dello stesso aprile, presero possesso del derelitto convento cui era annessa la chiesa di S. Legonziano" (Marc., S. Franc., 7-8)."

(cfr. F.Carabba: Lanciano un profilo storico. p.79) 

La facciata, in pietra, gode di una austerità che a ragione può dirsi francescana, mentre solo in taluni particolari del portale, si rintracciano elementi di derivazione borgognona, presenti anche in Santa Maria Maggiore. Nella parte superiore del prospetto, la presenza di una muratura mista di mattoni, con frammenti di opere diverse e forse provenienti dalla demolita chiesa dell'Annunziata, fa pensare a successivi interventi, allorquando, nel XIX secolo, fu anche rialzato il tetto.

L'interno della chiesa prima e dopo i lavori di restauro

L'interno, rimaneggiato in più riprese, é stato recentemente restaurato riportando alla luce l'originaria configurazione settecentesca.

Di rilievo gli altari laterali  (in particolare quello della famiglia Valsecca) dove venivano custodite, in uno scrigno seicentesco, le Reliquie del Miracolo. Di pregio gli affreschi sulla volta della navata raffiguranti scene dedicate alle tre eroine bibliche Giuditta, Ester e Rachele.

Notevole il tempietto in marmo, posto sull'altare maggiore, in cui si conserva la teca con le reliquie, fatto verso la fine del XIX secolo, su disegno dell'architetto Sargiacomo.

Dalla Piazza Plebiscito, in aderenza con la chiesa dei Santi Legonziano e Domiziano si eleva il campanile che, nella parte inferiore, conserva l'impianto altomedioevale (costruito probabilmente insieme a quella chiesa), mentre nei piani superiori presenta i caratteri tipici dei campanili cosiddetti "lancianesi" del secolo XIV (con fasce marcapiani ad archetti in mattoni e con finestre bifore). Alla sommità porta un tiburio ottagonale del XVI secolo, che sostiene una cupola ricoperta di piastrelle in ceramica policroma

Gli affreschi della volta e la cappella Valsecca 

Gli affreschi
Ester al cospetto di Assuero

Gli affreschi
Giuditta con la testa di Oloferne

Gli affreschi
Rachele al pozzo


la cappella Valsecca