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Dinno
Riccio, potente e ricco patrizio lancianese, nel 1503 con un atto
testamentario destinò un lascito ai Canonici Lateranensi (presenti
nella vicina Frisa) affinché curassero la costruzione, a Lanciano, di
un Monastero con annessa chiesa da dedicare a Santa Maria dei Miracoli (successivamente
chiamata anche di Santa Maria la Nova, per distinguerla dalle
altre chiese dedicate alla Madonna).
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Fu
deciso pertanto di realizzare il complesso nel quartiere di Civitanova
nel luogo dove preesisteva una più antica chiesetta dedicata a Santa Maria Maddalena che
venne abbattuta unitamente all'annesso piccolo ospedale.
I lavori
iniziarono nel 1504, furono ultimati intorno al 1513 e la chiesa
consacrata nel 1518 da Mons. Angelo Maccafani primo Vescovo di
Lanciano.
Con
la soppressione degli ordini religiosi avvenuta nel 1808, il
complesso conventuale fu adibito a carcere mandamentale e
l'annessa chiesa di Santa Maria la Nova affidata, intorno al 1831,
alla Confraternita di Santa Maria delle Grazie, San Giuseppe e
San Francesco da Paola.
Solo
nel 1850 la chiesa ha assunto l'attuale nome di Santa Giovina;
quando, su richiesta del Padre Agostiniano Antonino Maria Di Iorio
(nativo di Lanciano) e per concessione del Papa Pio IX., con una
solenne cerimonia furono traslati nella chiesa lancianese i resti
della Martire Fanciulla Santa Giovina
conservati nella Basilica romana di S. Ermete.
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La
facciata si presenta imponente pur nella semplice nudità del mattone, con la porta priva
di portale, sormontata da una lunetta e molto più in alto da un
rosone con assenza totale di decorazioni.
All'interno,
ad unica navata e dall'aspetto sobrio ed elegante, si conserva la
statua in cera della Santa ed un organo del 1700 che recenti
lavori di restauro hanno riportato all'antico splendore.
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Santa
Giovina : di nobile famiglia romana, figlia di Aurelia e del
senatore romano Colas, visse nel III sec. dopo
Cristo, al tempo dell'Imperatore Aureliano, nemico dei cristiani. All'età di
5 anni colpevole di aver ricevuto insegnamenti cristiani fu
decapitata insieme alla madre. |
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