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Il
complesso della chiesa dei Santi Legonziano e Domiziano sarebbe
sorto, secondo una antica tradizione, su una più antica chiesetta
dedicata a San Longino ed eretta nel luogo in cui sarebbe stato
decapitato l'omonimo centurione lancianese che trafisse con una
lancia il costato di Cristo.
Il
convento, con l'annessa chiesa, era affidato ad un piccolo nucleo di
monaci di rito greco, i Basiliani. Qui
avvenne, nell'VIII secolo, il Miracolo
Eucaristico. Fu proprio per
l'incredulità nel celebrare messa di uno di questi monaci che
l'ostia divenne carne ed il vino sangue.
I
monaci Basiliani, resisi colpevoli di svariati misfatti tra i
quali (come riporta J.
Fella in Chronologia urbis Anxani)
anche di assassinio a scopo di furto, furono cacciati da
Lanciano e la
chiesa di S. Legonziano fu affidata ai frati benedettini di San
Giovanni in Venere:
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"...
Si
deve allo stato di abbandono in cui l'avevano ridotto i benedettini
di S. Giovanni in Venere, se questo edificio potè passare sotto la
giurisdizione del vescovo teatino. Si era all'inizio del secolo
francescano e col diffondersi della regola di S. Francesco (...)
sorgevano dappertutto conventi di frati Minori, (...). Non tardarono i Frati Minori a insediarsi a Lanciano dove, per dono
del vescovo teatino Landolfo Caracciolo con atto del 3 aprile 1252,
(...), presero possesso del derelitto convento cui era annessa la
chiesa di S. Legonziano."
(C. Marciani - Scritti di Storia
- Ed. Rocco Carabba)
L'affidamento
della chiesa di S. Legonziano ai frati non mancò di creare profondi
dissidi tra questi e l'autorità diocesana lancianese, poco
predisposta ad accettare la perdita di una parrocchia con tutti i
relativi benefici (diritti, rendite,. ecc.). L'aspra contesa fu nel
tempo risolta sia con l'elevazione a parrocchia della nuova chiesa
di Santa Lucia, che con l'inizio della costruzione da parte dei
frati di una nuova chiesa (l'attuale San
Francesco) sopra la più antica struttura di S. Legonziano
dove trasferirono le
Sacre Reliquie del Miracolo Eucaristico.
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I
rimaneggiamenti e gli adattamenti dei locali della chiesa di San Legonziano furono numerosi; non solo quando sulla stessa fu costruita
la nuova struttura di San Francesco, ma anche quando fu trasformata
in sede della Confraternita dei Raccomandati e quando, nel 1809, con
la soppressione degli ordini monastici, l'edificio divenne di
demanio dello Stato e ...
"...L'antico
edificio di S. Legonziano, sconsacrato e passato in proprietà
privata, fu adibito a cantina. I suoi avanzi sono costituiti dalle
botteghe tuttora esistenti al di sotto della chiesa di S. Francesco.
Nella bottega sottostante il campanile e alla sagrestia si
potrebbero ancora mettere in luce degli affreschi, che in qualche
punto, traspaiono sotto lo scialbo."
(C. Marciani - Scritti di Storia
- Ed. Rocco Carabba)
Intorno agli anni '90, dopo una lunga e laboriosa procedura di
riacquisizione, l'Amministrazione Pubblica é riuscita a riavere la
piena disponibilità della struttura e con importanti
interventi di restauro, é stato possibile
ripristinare l'antica configurazione. |
Liberata
dalle costruzioni estranee che negli anni l'avevano trasformata e completamente
imprigionata, l'antica struttura della chiesa é tornata alla
luce unitamente ad alcuni degli affreschi tardomedievali che
adornavano l'interno. L'imponente
complesso San Legonziano - San Francesco, così restaurato, é
tornato ad arricchire con maestosa presenza Piazza
Plebiscito.
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