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L A N C I A N O

città medaglia d'oro al valor militare

25 settembre 1952 - il Presidente della Repubblica Luigi Einaudi consegna la medaglia d'Oro

 i protagonisti -  i fatti - la manifestazione

"In quei giorni pieni di trepida ansia, in un' ora di grave turbamento e smarrimento dell'intera Nazione, qui si confusero insieme lacrime di mamme e sangue di giovani vite, trasformando le vie della Città e le strade delle sue campagne come le mura delle sue case, in altare della Patria sul quale poterono cominciare a riaccendersi, con i propositi di riscatto, le luci della speranza e la fiducia nell'avvenire. 

Un pugno di eroi, espressione della insofferenza di un popolo e della sua sete di libertà, destinato a soccombere di fronte alla gigantesca potenza di un nemico avviato ormai inesorabilmente a chiudersi nella morsa della più cieca disperazione; un piccolo episodio bellico nel quadro dell'immenso dramma di una guerra senza confini; un segno, comunque, non rimasto sterile perché divenuto subito, travalicando i confini della regione e dell'Italia, esempio agli oppressi, monito agli oppressori che compresero quale aspra lotta li attendesse da parte dei popoli di ogni contrada, di ogni terra: ecco la sintesi dei fatti di Lanciano che il 6 Ottobre 1943 lasciarono mura e strade di questa Città bagnate di un sangue che doveva purtroppo chiamare altro sangue, poiché il suo calvario era destinato a continuare oltre i giorni della rivolta armata..."

 

I protagonisti

  caduti in combattimento
Di Menno Di Bucchianico Americo Trentino La Barba Nicolino Trozzi Remo Falcone Vincenzo Bianco Adamo Giangiulio
Raffaele Stella Giovanni Calabrò Guido Rosato Achille Cuonzo Giuseppe Castiglione Giuseppe Marsilio

 

I fatti

Con la caduta del fascismo (25 luglio 1943) il popolo italiano, consapevole di aver riacquistato la libertà, maturò sempre più l'idea di dover combattere per liberare definitivamente la propria Patria dalla sempre più pesante oppressione tedesca.

Tale ambizione non poteva non essere presente nell'animo del popolo lancianese, sempre pronto, fin dai tempi antichi, ad imbracciare le armi contro quanti ritenuti oppressori.

Il 12 settembre 1943, poco dopo la dichiarazione dell'armistizio, i tedeschi occuparono la città di Lanciano dando così inizio a razzie di ogni genere. Si costituirono i primi gruppi di azione che, oltre ad effettuare azioni di sabotaggio contro i tedeschi, raccoglievano armi provenienti da saccheggi di automezzi tedeschi e prelievi dalle varie Caserme presenti in città.

I primi segnali di intolleranza si ebbero il 4 ottobre, quando, con l’inizio di un nuovo saccheggio di più vaste proporzioni, una gran folla tumultuosa si raccolse in piazza Plebiscito convinta che il generale del Genio a riposo Ginesio Mercadante, intenzionato a protestare con il comando tedesco per quanto stesse avvenendo, fosse stato arrestato. Gli animi si erano scaldati.

La manifestazione del 4 ottobre se pur non violenta doveva aver impressionato il comando tedesco che, con il 5 ottobre, iniziò, con tutti gli automezzi a disposizione, il pattugliamento delle vie periferiche della città. Alcune pattuglie furono facile preda dei partigiani che impadronitisi delle armi diedero alle fiamme le auto.

La svolta era decisa; attendere la sicura rappresaglia tedesca o prevenirla attaccando?.

Il 6 ottobre alle prime luci dell’alba i giovani di Lanciano erano in rivolta, disposti in vari punti della città e in modo particolare nei pressi del piazzale di Santa Chiara dove era previsto l’arrivo dei tedeschi il cui comando era dislocato nella zona di  Marcianese.

Ogni angolo di Lanciano fu interessata dalla battaglia.

Dalla lotta impari undici furono i partigiani caduti in combattimento e undici i civili uccisi per rappresaglia; ma la rabbia tedesca non si fermava trovando sfogo nella distruzione, al saccheggio ed all'incendio di botteghe e magazzini.

La sorte della città di Lanciano era segnata e forse solo la tempestività dell’intervento alleato (3 dicembre 1943) riuscì ad evitare il peggio.

La volontà tedesca di punire Lanciano non si fece attendere, in fase di ritirata si attestarono sul Moro a da lì cannoneggiavano la città quotidianamente; il 20 aprile 1944 una imponente formazione aerea bombardò Lanciano alle 11 del mattino; una strage in Piazza Plebiscito colpita dalle bombe più micidiali. Non bastò, il 6 giugno 1944 (D-Day) l'ultimo saluto tedesco che con cannoni di grosso calibro bombardarono nuovamente Piazza Plebiscito, da dove era iniziata la rivolta.

 

da Lanciano 5-6 ottobre 1943 ed. Comune di Lanciano 1974

 

 

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