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I
fatti
Con la
caduta del fascismo (25 luglio 1943) il popolo italiano, consapevole di
aver riacquistato la libertà, maturò sempre più l'idea di dover
combattere per liberare definitivamente la propria Patria dalla sempre
più pesante oppressione tedesca.
Tale
ambizione non poteva non essere presente nell'animo del popolo
lancianese, sempre pronto, fin dai tempi antichi, ad imbracciare le armi
contro quanti ritenuti oppressori.
Il 12
settembre 1943, poco dopo la dichiarazione dell'armistizio, i tedeschi
occuparono la città di Lanciano dando così inizio a razzie di ogni
genere. Si costituirono i primi gruppi di azione che, oltre ad
effettuare azioni di sabotaggio contro i tedeschi, raccoglievano armi
provenienti da saccheggi di automezzi tedeschi e prelievi dalle varie
Caserme presenti in città.
I primi
segnali di intolleranza si ebbero il 4 ottobre, quando, con l’inizio
di un nuovo saccheggio di più vaste proporzioni, una gran folla
tumultuosa si
raccolse in piazza Plebiscito convinta che il generale del Genio a
riposo Ginesio Mercadante, intenzionato a protestare con il comando
tedesco per quanto stesse avvenendo, fosse stato arrestato. Gli animi si
erano scaldati.
La
manifestazione del 4 ottobre se pur non violenta doveva aver
impressionato il comando tedesco che, con il 5 ottobre, iniziò, con
tutti gli automezzi a disposizione, il pattugliamento delle vie
periferiche della città. Alcune pattuglie furono facile preda dei
partigiani che impadronitisi delle armi diedero alle fiamme le auto.
La svolta
era decisa; attendere la sicura rappresaglia tedesca o prevenirla
attaccando?.
Il 6 ottobre
alle prime luci dell’alba i giovani di Lanciano erano in rivolta,
disposti in vari punti della città e in modo particolare nei pressi del
piazzale di
Santa Chiara dove era previsto l’arrivo dei tedeschi il cui comando
era dislocato nella zona di Marcianese.
Ogni angolo
di Lanciano fu interessata dalla battaglia.
Dalla lotta
impari undici furono i partigiani caduti in combattimento e undici i civili uccisi per
rappresaglia; ma la rabbia tedesca non si fermava trovando sfogo nella
distruzione, al saccheggio ed all'incendio di botteghe e magazzini.
La sorte
della città di Lanciano era segnata e forse solo la tempestività dell’intervento
alleato (3 dicembre 1943) riuscì ad evitare il peggio.
La
volontà tedesca di punire Lanciano non si fece attendere, in fase di
ritirata si attestarono sul Moro a da lì cannoneggiavano la città
quotidianamente; il 20 aprile 1944 una imponente formazione aerea
bombardò Lanciano alle 11 del mattino; una strage in Piazza Plebiscito
colpita dalle bombe più micidiali. Non bastò, il 6 giugno 1944 (D-Day)
l'ultimo saluto tedesco che con cannoni di grosso calibro bombardarono
nuovamente Piazza Plebiscito, da dove era iniziata la rivolta.
da
Lanciano 5-6 ottobre 1943 ed. Comune di Lanciano 1974
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